I dispositivi tecnologici fanno talmente parte della nostra vita quotidiana che neanche ci accorgiamo di utilizzare smartphone, tablet o lettori mp3, quasi inconsapevolmente nelle nostre azioni abitudinarie. E non ci sorprenderemmo di trovarli in fotografie e filmati che ci immortalano alle prese con il nostro smartphone, casomai scattandoci uno degli ormai mitici selfie.

Ma quand’è che ci rendiamo conto dell’uso/abuso, talvolta inconscio, di tali aggeggi elettronici? Quando questi compaiono improvvisamente in situazioni e scene a noi note e risalenti a secoli fa. Come nei capolavori d’arte del passato.

É l’operazione di “straniamento” condotta dall’illustratore coreano Kim Dong-Kyu che nel suo Tumblr ha raccolto una serie di quadri celebri, entrati nell’immaginario collettivo di chiunque, reinterpretati in chiave contemporanea inserendovi tablet, smartphone ed altri dispositivi hi-tech della nostra era. Il risultato è allo stesso tempo ironico, creativo e a tratti inquietante…perché a guardarli bene, dopo una prima reazione di stupore, viene da dire che quegli oggetti fanno davvero poca fatica ad “adattarsi” all’ambiente ed ai personaggi ritratti!

Ecco cosa succede ai capolavori di Manet, Van Gogh, Picasso, Munch, Klimt e tanti altri maestri della storia dell’arte grazie all’inventiva ed alla genialità di Kim Dong Kyu.

La camera da letto di Vincent Van Gogh (1888) diventa una stanza come se ne possono trovare tante nelle case della nostra epoca. Tra il letto, le sedie ed il comodino c’è un vero groviglio di fili e cavi che collegano un portatile Mac, un tablet ed uno smartphone ad una multipresa.

la-camera

La ragazza con l’orecchino di perla di Johannes Vermeer (1665) in realtà si è scattata un selfie, probabilmente allo specchio! E’ quello che ci appare vedendola ritratta con un i-Phone, con tanto di logo Apple, rivolto dalla parte della fotocamera.

la-ragazza-con-orecchino-di-perla

I giocatori di carte di Paul Cézanne (1894–95) non sono alle prese con un gioco di carte, bensì, come gran parte delle persone della nostra epoca, stanno consultando ognuno il proprio smartphone, forse chattano su WhattsApp, forse scorrono la bacheca di Facebook, o giocano online. La scena così “contaminata” è, in ogni modo, davvero credibile.

I giocatori di carte di Cèzanne

Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte di Georges-Pierre Seurat (1884-1886), rappresenta in realtà una domenica pomeriggio qualsiasi nel 2014, dove ognuno è impegnato ad osservare lo schermo del proprio smartphone, invece di godersi la splendida giornata all’aperto.

Una domenica pomeriggio all'isola della Grande Jatte di Seurat

La Colazione sull’erba di Edouard Manet (1862-1863), che destò clamore per la nudità della donna che guarda con fare provocatorio l’osservatore, adesso trasmette un certo stupore perché uno dei personaggi ritratti si sta scattando un selfie

Colazione sull'erba di Manet

Anche la Marie Therese ritratta da Picasso nel 1937 si scatta un selfie, nella reinterpretazione di Kim Dong-Kyu che ne realizza anche l’immagine riflessa sullo schermo.

Marie Therese di Picasso

Il sogno di Picasso (1932) diventa il ritratto di una donna che dorme placidamente ascoltando la musica dal proprio smartphone.

Il Sogno di Picasso

Il Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich (1818) è una delle opere più poetiche e suggestive della storia dell’arte mondiale. Il viandante ritratto non poteva non accorgersi della sorprendente vista mozzafiato, e decide di immortalarla con il suo smartphone.

Il Viandante sul mare di Nebbia di Friedrich

L’ultima cena di Leonardo Da Vinci (1495-98), diventa una vera e propria scena “social” che  ritrae tutti i commensali che partecipano al celebre evento alle prese con portatili, lettori mp3 e smartphone che ritraggono immagini di Gesù, magari da condividere su Facebook o su qualche altro social network!

L'Ultima cena di Leonardo Da Vinci

Il bacio di Gustav Klimt (1908-1909) è a dir poco spiazzante. L’uomo non bacia la donna ma…un tablet. Forse ad esprimere l’attaccamento, talvolta morboso, che le persone vivono oggi nei confronti della tecnologia.

Il bacio di Klimt

Il celebre Urlo di Munch (1893) diventa la disperazione che chiunque di noi potrebbe provare nella nostra epoca, se il nostro smartphone cadesse rovinosamente a terra spaccandosi lo schermo. Un danno incredibilmente costoso.

L'urlo di Munch

Per ammirare la gallery completa delle illustrazioni dell’artista coreano Kim Dong-Kyu e le sue reinterpretazioni dei capolavori artistici di tutti i tempi, consultare la sua pagina Tumblr.

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